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Fermare l'obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche Difendere i diritti dalle ingerenze di tutte le religioni: questo sarà il tema dei prossimi anni in Italia. Ma se anche nel centrosinistra i teodem avranno facoltà di tenre in ballo la democrazia italiana, come difendere la laicità dello Stato? E i laici possono contare sul PD o dovranno cercare altrove una collocazione? Leggo questa mattina che anche gli infermieri avranno diritto all'obiezione di coscienza. Ce l'hanno già i ginecologi, e la usano alla grande per far carriera alle spalle di quei pochi che garantiscono ancora (e non sempre) le prestazioni previste dalla Legge nelle strutture pubbliche. La vorrebbero anche i farmacisti, così da impedire in molte città, paesi o quartieri, l'accesso di giovani e meno giovani ai contraccettivi o alle pillole del giorno dopo. E quando l'unico cuoco, musulmano, di una mensa scolastica si rifiuterà di mettere nel menù dei nostri poveri piccini lumbàrd una salsiccia, i nostri teodem, PDLlini e leghisti saranno d'accordo a difendere sempre l'obiezione di coscienza? Io credo che nessuno possa imporre ad alcuno di agire contro coscienza, ma se uno non si sente di praticare aborti, questo NON debba essere l'unico ginecologo di un reparto: che vada a fare il medico in una struttura privata o non ospedaliera. Insomma: lo Stato deve assumere poliziotti e militari che per obiezione di coscienza non accettino di portare le armi? E se ovviamente so che nel centro destra i laici sono ormai stati schiacciati, zittiti, asserviti alle volontà di Ruini, Bagnasco, Ratzinger (per ovvio calcolo politico, mica per convinzione, credo): se ne può parlare nel PD oppure anche il più grande partito del centro sinistra è ormai schierato con il Vaticano?
Ma nelle sezioni dei DS tutto ciò passa come fosse acqua fresca?
Gattostanco, 13 febbraio 2008 |
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