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Da novembre 2000: visitatori.
Aggiornamento più recente: 5 luglio 2010

Non so se il mattino abbia davvero l'oro in bocca, ma il sole sorto da poco è affascinante... Nelle valli si raccoglono le vongole Passo della Borcola Dal Borcola a Serrada La provinciale 133 che si getta in Valsugana. La Valsugana ed il Lago di Levico visti dall'Altopiano La splendida vista dal punto panoramico di Bedollo Da Molina di Fiemme, salendo verso la cima del Manghen Il Passo Manghen... c'è un po' troppo traffico, ma erano almeno tre anni che non venivo fin qua... e mai con un giro giornaliero ;-)
La moto logora chi non ce l'ha

Asiago e Passo Manghen
Da Ravenna, in giornata. Un itinerario un po' impegnativo, ma si può fare con una moto comoda...
Una domenica di luglio. Il caldo è arrivato. La scelta è quella di passare qualche ora lontani dalle temperature torride della pianura, e portare a casa un po' di formaggio dall'Altopiano di Asiago. Dopo aver caricato la borsa termica nel bauletto (con qualche bottiglia di acqua ghiacciata all'inerno), alle 6 e tre minuti siamo partiti da Ravenna.

La Statale Romea libera dal traffico, il sole che ancora non picchia. Il mattino forse non avrà proprio l'oro in bocca, ma in piena estate una levataccia può valere la pena.
Prima di Padova imbocchiamo l'autostrada, e seguiamo le indicazioni per Valdastico fino a Piovene Rocchette.
L'idea è di salire sull'Altopiano dei Sette Comuni da nord. Dopo aver lasciato l'autostrada, quindi, facciamo rotta per Velo d'Astico, Posina, e superiamo il Passo della Borcola. Sono strade secondarie, in valli tranquille e verdissime.
Scendendo dalla Borcola troviamo un ottimo caffè in un bar-trattoria (ci voleva!) e così anche noi ricarichiamo le batterie.
Dopo Serrada siamo sull'Altopiano di Folgaria, e ci aspetta la splendida, veramente splendida, strada del Passo di Sommo.
Passato Gionghi, ci troviamo all'incrocio posto a tre chilometri dal Passo di Vezzena: è qui che dobbiamo scegliere come passare la giornata. Potremmo polleggiarci tra i boschi dell'Altipiano, andare a far shopping ad Asiago, oppure... oppure prendere quella stradina stretta-stretta (la provinciale 133) che si getta giù, scavata nella roccia, fino al Lago di Levico, in Valsugana, e poi andare a fare un giro dalle parti del Manghen.

Ovviamente eccoci a scegliere l'itinerario lungo: ci tuffiamo nella Valsugana sulla strettissima provinciale, entriamo in centro a Levico per prendere la SP 228 (strada molto bella e poco trafficata, che sta più in quota rispetto alla statale, e che offre una bella vista sui laghi).
A Pergine svoltiamo immediatamente per Frassilongo e per la Valle dei Mocheni. Prati, boschi, traffico limitato nonostante sia ormai la tarda mattina della domenica... eccoci al Passo Redebus (peccato che NON ci sia un cartello che lo segnala)

Ci fermiamo a comprare panini, speck e formaggio nei pressi di Bedollo. Mentre Claudia va a far la spesa per il pranzo, un gentilissimo indigeno (la Moto Gussi è un'ottimo e simpatico argomento per attaccare ...e farsi attaccar bottone...) mi suggerisce di salire fino al paese di Bedollo, poi fino a Svaldi e al punto panoramico che regala una vista meravigliosa sul Lago delle Piazze e sul Lago di Serraia... è una deviazione di dieci minuti, ma la macchina fotografica ringrazia!!!

Passiamo Sover e arriviamo a Molina di Fiemme: è qui che parte la salita del versante nord del Passo Manghen.
E' mezzogiorno e qualche minuto. E' una fortuna, perchè il traffico si riduce per la pausa pranzo :-) ...e in cima al Passo anche noi ci concediamo i panini con speck e formaggio, mentre scendiamo al rifugio (troppo affollato per i nostri gusti) solo per i caffè. Erano almeno tre anni che non salivo al Passo Manghen... e sicuramente non ci ero mai arrivato durante un giretto giornaliero: certo che le moto comode aiutano ;-)

Guardiamo l'orologio: è purtroppo ora di ripartire, perchè dobbiamo risalire sull'Altopiano per acquistare il formaggio da quella malga...
La discesa è tranquilla. A Telve teniamo la direzione per Ronchi Valsugana e Roncegno, in modo da rimanere in quota il più possibile. In effetti la caldissima statale di fondovalle la prendiamo solo per il tratto Novaledo-Levico... e a Levico, ovviaemnte, torniamo sulla provinciale 133 per scalare l'Altipiano in direzione Vezzena...
Subito giù dal Passo di Vezzena, infatti, il nostro obiettivo è Malga Fratte, nostra abituale fornitrice di burro e formaggio ogni volta passiamo da queste parti.
Un consiglio: quando venite quassù a comprarne, partite con due o tre bottiglie di acqua ghiacciata nella borsa termica. Alla malga le lascerete in cambio di altre bottiglie già ghiacciate che sono sempre pronte per i clienti che devono scendere al caldo...

E' ora di rientrare sul serio. Per evitare il traffico domenicale in discesa dall'Altopiano, dopo esserci goduti la splendida statale della Val d'Assa, scendiamo da Rotzo.
Dopo Arsiero andiamo ovviamente a prendere l'autostrada, con i sui 34 gradi. Poi l'uscita a Padova, la statale di Piove di Sacco, lo scontro, quasi fisico, con i nuguli di moto e scooter al rientro dal mare dei lidi veneziani e poi, sulla Romea, dai lidi ferraresi (che bello saper di essere visti, con i due occhioni della Stelvio ed i due faretti che ...fanno tanto fighetto... ma danno anche tanta visibilità).
Ultima sosta a Rosolina, per una bibita ghiacciata e cinque minuti di relax e alle otto e mezza di sera siamo a casa, per cena.

Oltre 14 ore di moto, probabilmente 13 effettive e quasi 700 chilometri. La Stelvio non sarà la moto perfetta, non c'è dubbio, ma grazie alla protettività e all'ottima posizione di guida, la gittata dei propri giretti anche giornalieri è sicuramente incrementata ;-)

Gattostanco, 4 luglio 2010

L'ITINERARIO: L'itinerario


Foto ricordo al rifugio del Manghen La provinciale 133... si risale sull'Altipiano La provinciale 133... si risale sull'Altipiano L'Altipiano dei Sette Comuni nei pressi del Passo di Vezzena. Malga Fratte Malga Fratte L'Osteria dell'Antico Termine, sulla Statale della Val d'Assa Verso Rotzo Le pendici dell'Altopiano. Sotto, la pianura, con i suoi 34 gradi... Burro e formaggio sono salvi

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