Una domenica di luglio. Il caldo è arrivato. La scelta è quella di passare qualche ora lontani dalle temperature torride della
pianura, e portare a casa un po' di formaggio dall'Altopiano di Asiago. Dopo aver caricato la borsa termica nel bauletto (con
qualche bottiglia di acqua ghiacciata all'inerno), alle 6 e tre minuti siamo partiti da Ravenna.
La Statale Romea libera dal traffico, il sole che ancora non picchia. Il mattino forse non avrà proprio l'oro in bocca,
ma in piena estate una levataccia può valere la pena.
Prima di Padova imbocchiamo l'autostrada, e seguiamo le indicazioni per Valdastico fino a Piovene Rocchette.
L'idea è di salire sull'Altopiano dei Sette Comuni da nord. Dopo aver lasciato l'autostrada, quindi,
facciamo rotta per Velo d'Astico, Posina, e superiamo il Passo della Borcola. Sono strade secondarie, in valli tranquille e verdissime.
Scendendo dalla Borcola troviamo un ottimo caffè in un bar-trattoria (ci voleva!) e così anche noi ricarichiamo le batterie.
Dopo Serrada siamo sull'Altopiano di Folgaria, e ci aspetta la splendida, veramente splendida, strada del Passo di Sommo.
Passato Gionghi, ci troviamo all'incrocio posto a tre chilometri dal Passo di Vezzena: è qui che dobbiamo scegliere come passare la giornata.
Potremmo polleggiarci tra i boschi dell'Altipiano, andare a far shopping ad Asiago, oppure... oppure prendere quella stradina stretta-stretta
(la provinciale 133) che si getta giù, scavata nella roccia, fino al Lago di Levico, in Valsugana, e poi andare a fare un giro dalle parti del Manghen.
Ovviamente eccoci a scegliere l'itinerario lungo: ci tuffiamo nella Valsugana sulla strettissima provinciale, entriamo in centro a Levico per
prendere la SP 228 (strada molto bella e poco trafficata, che sta più in quota rispetto alla statale, e che offre una bella vista sui laghi).
A Pergine svoltiamo immediatamente per Frassilongo e per la Valle dei Mocheni. Prati, boschi, traffico limitato nonostante
sia ormai la tarda mattina della domenica... eccoci al Passo Redebus (peccato che NON ci sia un cartello che lo segnala)
Ci fermiamo a comprare panini, speck e formaggio nei pressi di Bedollo. Mentre Claudia va a far la spesa per il pranzo, un
gentilissimo indigeno (la Moto Gussi è un'ottimo e simpatico argomento per attaccare ...e farsi attaccar bottone...) mi suggerisce
di salire fino al paese di Bedollo, poi fino a Svaldi e al punto panoramico che regala
una vista meravigliosa sul Lago delle Piazze e
sul Lago di Serraia... è una deviazione di dieci minuti, ma la macchina fotografica ringrazia!!!
Passiamo Sover e arriviamo a Molina di Fiemme: è qui che parte la salita del versante nord del Passo Manghen.
E' mezzogiorno e qualche minuto. E' una fortuna, perchè il traffico si riduce per la pausa pranzo :-) ...e in cima
al Passo anche noi ci concediamo i panini con speck e formaggio, mentre scendiamo al rifugio (troppo affollato per i nostri gusti) solo
per i caffè. Erano almeno tre anni che non salivo al Passo Manghen... e sicuramente non ci ero mai arrivato durante un giretto
giornaliero: certo che le moto comode aiutano ;-)
Guardiamo l'orologio: è purtroppo ora di ripartire, perchè dobbiamo risalire sull'Altopiano per acquistare il formaggio da quella malga...
La discesa è tranquilla. A Telve teniamo la direzione per Ronchi Valsugana e Roncegno, in modo da rimanere in quota il più possibile. In effetti
la caldissima statale di fondovalle la prendiamo solo per il tratto Novaledo-Levico... e a Levico, ovviaemnte, torniamo sulla provinciale
133 per scalare l'Altipiano in direzione Vezzena...
Subito giù dal Passo di Vezzena, infatti, il nostro obiettivo
è Malga Fratte, nostra abituale fornitrice di burro e formaggio ogni volta passiamo da queste parti.
Un consiglio: quando venite quassù a comprarne, partite con due o tre bottiglie di acqua ghiacciata nella borsa termica.
Alla malga le lascerete in cambio di altre bottiglie già ghiacciate che sono sempre pronte per i clienti che devono scendere al caldo...
E' ora di rientrare sul serio. Per evitare il traffico domenicale in discesa dall'Altopiano, dopo esserci goduti la
splendida statale della Val d'Assa, scendiamo da Rotzo.
Dopo Arsiero andiamo ovviamente a prendere l'autostrada, con i sui 34 gradi. Poi l'uscita a Padova, la statale di Piove di Sacco,
lo scontro, quasi fisico, con i nuguli di moto e scooter al rientro dal mare dei lidi veneziani e poi, sulla Romea, dai lidi ferraresi (che
bello saper di essere visti, con i due occhioni della Stelvio ed i due faretti che ...fanno tanto fighetto... ma danno anche tanta visibilità).
Ultima sosta a Rosolina, per una bibita ghiacciata e cinque minuti di relax e alle otto e mezza di sera siamo a casa, per cena.
Oltre 14 ore di moto, probabilmente 13 effettive e quasi 700 chilometri. La Stelvio non sarà la moto perfetta, non c'è dubbio, ma grazie alla protettività
e all'ottima posizione di guida, la gittata dei propri giretti anche giornalieri è sicuramente incrementata ;-)
Gattostanco, 4 luglio 2010
L'ITINERARIO: