Irlanda 2011
I quasi vent'anni di berlusconismo ci hanno portato sull'orlo del baratro economico, hanno distrutto la percezione di moralità e responsabilità verso il Paese e le leggi, han fatto sì che l'Italia, in tutto il mondo, fosse considerata una repubblica da barzelletta.
Ora ci restano rabbia, amarezza e tanti sacrifici per non far fallire il paese.
Ma non dimentichiamoci di chi sono le maggiori responsabilità dei sacrifici che dovremo fare da qui per i prossimi decenni
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Da novembre 2000: visitatori.
Aggiornamento più recente: 29 luglio 2011

gallery Venerdì 24 giugno, ore 6.30, appuntamento per la colazione a Le Plaisir :-) A mezzogiorno siamo sul Gottardo, naturalmente evitando il tunnel Le altre immagini della giornata sono in terza colonna
mototurismo

Irlanda 2011
Piccolo report per quasi 7.000 chilometri
di colori, emozioni, visioni indimenticabili

Ravenna-Reims Venerdì 24 giugno, ore 6.30. Stefano e Cristina sono puntualissimi ad arrivare di fronte a casa nostra. Pochi minuti in una Ravenna ancora semiaddormentata e siamo a far colazione a Le Plaisir: i cornetti allo zabaione ci devono infondere l'energia necessaria al trasferimento più impegnativo... vogliamo avvicinarci il più possibile alla Manica.
Velocità codice in autostrada (130 + 5 di tolleranza... che comodità i GPS) e alle 11.30 siamo già in possesso della vignetta autostradale svizzera. A mezzogiorno, sul S. Gottardo (naturalmente abbiamo evitato come la peste il tunnel) ci pappiamo un bel wurstelone con la senape ed un quartino di 'rosso' in due, per scaldarci un po'.
Un po' di attenzione nei vari tunnel che consentono l'attraversamento di Lucerna e Basilea e, in un attimo siamo in Alsazia. Le due moto sono molto simili per dimensioni, consumi, comfort... ci fermiamo ogni 350/400 chilometri per far benzina e per sgranchisrci un po', ma la guida è molto rilassante. Ci dirigiamo verso lo Champagne e le Argonne... immensi spazi liberi si lasciano ammirare a fianco dell'autostrada. L'idea è far sosta a Chalon-en-Champagne, che raggiungiamo sulle 18.30. Peccato che il paese sia pieno di turisti... perdiamo quasi un'ora senza trovare una stanza. Stanchi di questa perdita di tempo decidiamo di raggiungere l'autostrada: riforniamo le moto, ceniamo con qualche sandwich confezionato (l'organizzazione e le proposte dei nostri Autogrill sono un miraggio, quaggiù) e raggiungiamo Reims. Sono quasi le otto e mezzo di sera quando riusciamo a farci assegnare due piccole e brutte (ma pulite) 'cabine' in un 'Premiere Classe' nella zona dei centri commerciali. Anche per questa volta abbiamo scampato l'ipotesi di dormire sotto un ponte dopo una tirata di quasi 1200 chilometri in moto :-)

gallery Wurstel sul Passo del Gottardo Il 'Premiere Classe' di Reims...non sarà il Grand Hotel, ma sempre meglio che dormire sotto un ponte :-(
Veloce trasferimento autostradale verso Calais Calais: in attesa dell'imbarco La Stelvio viene assicurata nella stiva Niente sole, ma il mare non è particolarmente 'cattivo' Lo sbarco a Dover Dover... ricordarsi di tenere la sinistra :-) Direzione Stonehenge Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Sabato 25 giugno, ore 7.30. Non c'è motivo di fermarsi molto di più qui nella periferia commerciale di Reims. Colazione 'convenzionale' (ovviamente molto preconfezionata, vista la sistemazione) e via, in direzione Calais.
Dopo un centinaio di chilometri dobbiamo inaugurare le antipioggia, ma poi la strada è ok (vento a parte). Sì, il vento è fortissimo, spesso laterale e senza alcun ostacolo, visto che siamo immersi in un'autostrada costeggiata da chilometri e chilometri di coltivazioni cerealicole (sembra il Minnesota).
Arriviamo comunque a Calais pochi minuti prima di mezzogiorno. Il primo traghetto in partenza è della Seafrance e parte con un quarto d'ora di ritardo. Ma noi abbiamo fatto il biglietto comprensivo del pasto (76 euro a coppia, ovviamente moto compresa): appena ci fanno salire a bordo, e naturalmente una volta fissate le moto, saliamo a farci un 'fish & chips' non indimenticabile, ma neppure da dimenticare ;-)
La traversata durerà appena tre quarti d'ora, ma riusciamo comunque a godercene qualche minuto all'aperto, richiamati da Cristina che aveva trovato la boutique di bordo.
Alle 15 sbarchiamo a Dover e facciamo benzina (cara anche rispetto alla non economica Francia). Direzione ovest: in tre ore siamo a Stonehenge.
Il fascino di quest'opera neolitica è notevole, anche se, in effetti, diciamocelo: c'è veramente troppa folla ciarliera per potersi godere tutta l'emozione di essere qui. Riusciamo comunque a scattare qualche foto senza comprendere la scolaresca variopinta o l'onnipresente coppietta giapponese in viaggio di nozze scatta-posa-scatta-sorriso. Comunque le 7,5 sterline a testa le spendiamo solo perchè è la prima volta che passiamo da queste parti... un po' esoso per un giretto nel prato attorno al sito (ben visibile anche dalla strada) e, soprattutto: neppure un adesivo da attaccare nel bauletto!!!! Sgrunt :-(
In pochi chilometri raggiungiamo Devizes. A caso (ma ormai cominciamo ad avere 'naso' nello scegliere alloggi e ristoratori) troviamo un ottimo albergo, il 'Black Swan Hotel' che si rivelerà anche un'ottima scelta per cena.
Cominciamo a 'sentire' di essere in viaggio. Senza impegni, telefoni, senza accendere la tv... rilassante e piacevole, come la classica passeggiata del dopocena, per smaltire alcool e cibo. Alle 23 siamo a nanna: domani si sbarcherà in Irlanda!
Stonehenge Stonehenge Stonehenge Anche la campagna attorno a Stonehenge ha colori bellissimi Devizes Devizes Devizes
Il ponte di Bristol (gratuito per le moto) La dolce campagna inglese L'imbarco a Fishguard L'imbarco a Fishguard Partenza da Fishguard Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Domenica 26 giugno. Il karaoke del locale di fronte al nostro albergo nulla ha potuto contro il giusto riposo dei guzzisti :-)
Se la cena era stata ottima, così come la stanza assegnatoci, ci godiamo la prima colazione british: uova strapazzate, bacon, salsiccia, lonza, funghi, pomodoro e, naturalmente, pane tostato per finire con un po' di burro e marmellata d'arancia!
Partiamo con un po' di nebbiolina, ma non è freddo. La Stelvio protegge bene e non c'è bisogno della maglia termica tra t-shirt e giubbotto. Comunque a metà mattina spunta il sole, e a Fishguard ci imbarchiamo su un traghetto della Stena Line. La partenza è sulle 15 (chiusura del check-in un'ora prima). Tre ore e mezza di navigazione. Che passano in fretta contando su una giornata perfetta: sole, poco vento, mare calmo. Spezziamo la poca fame che si affaccia nel primo pomeriggio con un dolce ed una Coca Cola, ci abbrustoliamo sul ponte, compriamo qualche 'cazzerillo-ricordo' alla boutique di bordo.

Alle 18 in punto siamo in terra irlandese, a Rosslare Harbour!
A pochi chilometri da porto troviamo la piccola frazione (un incrocio sulla strada principale) di Kilrane: ci sono un ristorante, un pub ed alcuni B&B. Nella stradella di sinistra, giusto per allontanarci di cento metri dal rumore del traffico veicolare, troviamo una casa nuova e ben tenuta con l'insegna B&B ***. Come la maggioranza degli irlandesi, anche i gestori del B&B Clover Lawn (veramente ottime le grandi stanze) sono gentilissimi. Doccia e poi cena (ottimo il fish & chip di haddock) al Culleton's Pub, accompagnati dalla musica live di due ragazzi molto bravi.

L'arrivo a Rosslare Harbour Siamo in Irlanda! Il Culleton's Pub: ottimo! Fish & chips (e Guinness) al Culleton's Pub
Sulla costa i tipici cottage con il tetto di paglia... Sulla costa i tipici cottage con il tetto di paglia... ...la penisola di Hook con l'omonimo faro. Il Faro di Hook Head Ora si va verso i tre 'ring' Ballyhack In attesa del piccolo traghetto di Ballyhack Sul piccolo traghetto di Ballyhack ingrandisci


Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Lunedì 27 giugno. Dopo tre giorni di trasferimento comincia il nostro giro dell'Irlanda. Partiti da Kildare dopo un'abbondante irish breakfast, ci dirigiamo verso il villaggio di Carne (a sud di Kilrane), noto per i molti tipici cottage con il tetto di paglia. E' anche una località turistica abbastanza frequentata, anche perchè pare che il pesce di questa zona sia uno dei migliori del mondo.
Tra brughiere spazzate dal vento, poi, troviamo la penisola di Hook con l'omonimo faro di Hook Head, che è il faro più antico tra quelli ancora oggi funzionanti. In effetti il faro è meta di turisti ed appassionati: c'è un piccolo museo, un bar ed un negozio di souvenir. I giovanissimi della penisola sono soliti trovarsi proprio qui.

Mappa A Ballyhack attendiamo il piccolo traghetto che per 4 euro a moto ci fa attraversare il River Suir e raggiungiamo Waterford. Ma il nostro obiettivo principale è Cashel, con la sua famosa rocca. Paghiamo l'economico biglietto d'ingresso e diamo un'occhiata alle antiche mura e tombe di questo luogo magico.
Ma il richiamo del mare è molto forte, più di quello di chiese, monumenti e leggende... e questo richiamo ci riporta in direzione sud, verso il pittoresco porticciolo di Dungarvan, per scendere fino a Erin's Hope, e per fermarci poi per un caffè ed un cupcake sulla spiaggia del piccolo borgo di Ardmore.
Riprendendo la strada verso ovest, non possiamo non fermarci a Youghal, antica cittadina portuale fortificata e con il centro coloratissimo dalle vetrine dei negozietti in stile.
Qui, in cima ad una stradina che, partendo da una delle vie principali, si arrampica per 100 metri sulla collina della cittadina, troviamo una "seconda Frau Gertrude", ovvero una signora gentilissima che gestisce con estrema cura le due stanze del suo B&B... Se capitate a Youghal NON dimenticate questo indirizzo: www.glenhouseyoughal.com! Cena e poi, come di consueto, a caccia di foto e di curiosità su questa bella cittadina.

Cashel Cashel La Rocca di Cashel La Rocca di Cashel ingrandisci ingrandisci Youghal Youghal Youghal Youghal: qui nel 1954 girarono 'Moby Dick', con Gregory Peck Youghal
L'ottima irish breakfast del B&B di Youghal Il Glen House di Youghal Lungo il Ring le viste sono splendide Tra stradine secondarie... La distilleria Jameson di Midleton (l'altra è a Dublino) La distilleria Jameson di Midleton (l'altra è a Dublino) ingrandisci ingrandisci Muri di sottobosco a fianco delle strade interne... ingrandisci Cork Kinsale Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Martedì 28 giugno. Miss Goggin (dopo una splendida colazione), informata dell'itinerario che intendiamo fare nel corso della giornata, ci consiglia d i fare una breve deviazione per Midleton, dove c'è la Distilleria Jameson. Ci arriviamo che non sono ancora iniziate le visite alla distilleria, nè le degustazioni, ma l'ambiente è molto interessante, ed il Visitor Center è aperto. Qualche foto, una bella sniffata agli splendidi profumi del Whisky, qualche acquisto (bottiglie e gadgets) e siamo di nuovo in moto.
Il tempo fin'ora clemente ci fa assaggiare un po' della sua variabilità: in pochi secondi arriva un acquazzone che non ci lascia neppure il tempo di indossare le antipioggia. In ogni caso la mattina passa giocando a rimpiattino anche con il sole: passiamo anche da Cobh, da Cork, da Kinsale. Annotiamo anche Glandore, Casteltownsed, Bantry.

MappaMa più che le città (e le graziose e coloratissime cittasine) incontrate, oggi sentiamo il richiamo dei tre "ring" che ci aspettano: il primo è il Ring of Beara.
Dopo Glengarriff, infatti, cominciamo ad immergeci nella wilderness della Penisola di Beara. I paesaggi costieri sono mozzafiato, bellissimi. Abbiamo anche la fortuna che le nuvole ci lascino definitivamente... e con il sole è proprio tutta un'altra cosa!
Girovaghiamo estasiati fino al capo, poi raggiungiamo lo splendido paesino di Allihies dove troviamo un'ottima ospitalità alla Guesthouse 'Sea View' ed un'altrettanto ottima cena al O'Neill's Bar and restaurant.
Dopo cena il tramonto è da brividi... e non solo per il freddo vento pungente che taglia la pelle!




Le strade irlandesi sono, in questa zona, strette, molto sconnesse e con limiti altissimi (80, 100 all'ora, con qualche scritta 'SLOW' in prossimità di incroci, dossi o cunette. La cosa più noiosa, però, è che quando non si è proprio sul mare, la carreggiata è sempre delimitata da una vegetazione altissima e fitta che impedisce la vista del paesaggio e addirittura qualsiasi sosta.
Per fortuna, a mano a mano che si va ad ovest, poi a nord, la vegetazione si riduce e gli spazi tornano ad essere abbastanza visibili e la guida diventa più piacevole.

Verso la penisola di Beara Verso la penisola di Beara Verso la penisola di Beara Verso la penisola di Beara La penisola di Beara La penisola di Beara La penisola di Beara La penisola di Beara La penisola di Beara La penisola di Beara La penisola di Beara La penisola di Beara Allihies, O'Neill's Bar and restaurant Allihies Allihies
Ring of Beara Ring of Beara Ring of Beara Ring of Kerry Ring of Kerry Ring of Kerry Ring of Kerry Foca a Portmagee Foca a Portmagee Portmagee Ring of Kerry Ring of Dingle Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Mercoledì 29 giugno ripartiamo da Allihies soddisfatti di aver trovato ancora una volta una sistemazione degna di nota: per l'ospitalità, il cibo, i colori del paesaggio che ci riempiono il cuore. La notte è passata con l'acqua che pioveva a catinelle. La mattina splende ancora una volta la nostra 'buona stella'... il sole. Ci sono 11 gradi, e quindi partiamo con l'antipioggia (che poi di tanto in tanto ci servirà a causa di un acquazzone imprevedibile... magari con il sole).
Completiamo l'itinerario del Ring of Beara e a Kenmore iniziamo il Ring of Kerry (inizialmente un po' noioso, a causa di lunghi chilometri in mezzo alle campagne, poi molto bello. Sosta a Portmagee (dalle belle case colorate e con una foca che sguazza nella baia), per un caffè, e poi ci dirigiamo verso la Penisola di Dingle, ed il suo ring.

Proprio con partenza da Dingle ci regaliamo l'unica smanettata d'Irlanda (smanettata per modo di dire, visto il pieno carico delle nostre due moto): una bella salita veloce al Connor Pass, che con i suoi vertiginosi 456 metri risulta essere il passo più alto d'Irlanda (e quindi si aggiunge orgogliosamente alla collezione).
La 'smanettata' è consigliabile farla con salita da Dingle, perchè l'altro versante ha una carreggiata, in quota, molto ma molto stretta. In compenso, scendendo, la vista sulla baia di Stradbally è spettacolare!
Riportata in poche righe sembra un itinerario da poche ore, invece la giornata volge al termine. Ci troviamo a Tralee, paesone a qualche miglia dal mare, che non ci ispira la sosta. A 'caso', senza avere informazioni su che tipologia di insediamenti, 'usciamo' dall'itinerario tracciato da Cristina e ci dirigiamo a Fenit, sulla costa. Troviamo al Bar & Restaurant 'West End' un alloggio dignitoso, ma soprattutto un ottimo cuoco! Ed i colori della passeggiata del dopo cena, meritano ancora una volta la sosta ed i chilometri percorsi... ci sono tutti i colori ed i profumi del nord, in questa veramente minuscola stazioncina balneare!

Ring of Dingle Ring of Dingle Ring of Dingle Ring of Dingle: il Connor Pass Ring of Dingle: il Connor Pass Ring of Dingle Ring of Dingle Dingle Fenit: gradita sorpresa l'ottimo Bar & Restaurant 'West End' Fenit al tramonto Fenit al tramonto
Ripartiamo da Fenit Pronti a sbarcare dal traghetto di Tarbert Lehinch Eccole: le Cliffs Of Moher Eccole: le Cliffs Of Moher Eccole: le Cliffs Of Moher Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Giovedì 30 giugno. Ripartiamo da Fenit e riprendiamo la nostra 'rotta' a Tralee. Trasferimento in mezzo alle campagne irlandesi fino al ferry di Tarbert.
Teniamo poi la direzione per Liscannor per visitare le famose scogliere di Cliffs of Moher (meritano sicuramente una vista, anche se a mio avviso le Slieve League sono ancora più affascinanti... ma di queste ne parleremo più avanti). Si paga il parcheggio poi si scarpina fino in cima...

Anche la penisola successiva è molto bella, con pochissima vegetazione e bianche rocce spaccate dal sole. Le viste ed i luoghi da ricordare sono talmente tanti che è quasi impossibile annotarli tutti... anzi: togliete pure il 'quasi'...
Passiamo velocemente Galway (non siamo più abituati al traffico!), e dopo qualche chilometro la strada diventa molto interessante, con torbiere e laghetti su vari livelli (sembra una 'grande Silvretta'... con meno pendenze e, purtroppo senza le alte cime delle Alpi)...
E' il fascino del Connemara: i tre paesini prima di Roundstone sono una sorta di Camargue desolata, infinita... con meno ordine e meno vegetazione, ma sicuramente tanto fascino. E bella è anche Roundstone...
Passiamo la pittoresca Clifted, ma noi, come al solito, cerchiamo di passare la notte sull'Oceano. Raggiungiamo il porticciolo di Cleggan (2 bar/ristoranti, un general store, 5 B&B e 5 barche ormeggiate in rada). Un probabile guasto alle apparecchiature della cella telefonica ci fa disperataemnte cercare un telefono pubblico: la cabina, senza vetri, è esposta alle intemperie, al vento e alla salsedine che questo fa salire dall'Oceano... l'apparecchio telefonico è incrostato dalla salsedine... eppure funziona!
Il Ristorante Olivers ha una buona cucina. Le stanze sono pulite, ma hanno visto tempi migliori, solo voltandosi nel letto il cigolìo sveglia l'intero paese)


Cliff of Moher... (panoramica by Stefano)

ingrandisci ingrandisci ingrandisci ingrandisci Roundstone ingrandisci ingrandisci ingrandisci
torbiera torbiera Westport ingrandisci ingrandisci ingrandisci Strandhill Surf a Strandhill Surf a Strandhill ingrandisci ingrandisci Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Venerdì 1 luglio, dopo l'ottima colazione (lo ammettiamo: tra Gran Bretagna e Irlanda NON abbiamo mai trovato una colazione che non potesse essere definita almeno come 'ottima'), ripartendo dal porticciolo addormentato di Cleggan, finiamo di vedere alcuni splendidi scorci di Connemara.
Ci fermiamo anche a 'studiare' una delle torbiere che da queste parti sono evidemente molto importanti per fornire combustibile alle case... sono innumerevoli i camioncini che trasportano i sacchi della torba fatta a pezzettini e poi fatta seccare.
Attraversiamo altra verdissima campagna. Non riesco ovviamente ad annotare tutti le località del percorso, ma sicuramente passiamo da Westport, Newport e da Strandhill, una sorta di 'lido' di Sligo, popolata dai surfisti.

Mappa Raggiungiamo finalmente le scogliere di Slieve League, raggiungibili anche in moto su una stradina stretta e tortuosa in parte a strapiombo sull'Oceano... bellissime!!! Ne restiamo incantati ad ammirare le onde che si frantumano sugli scogli. A mio parere sono ancora più emozionanti delle famose Cliffs of Moher.


Guardando la cartina dell'itinerario e gli appunti che Cristina e Stefano hanno preparato per questo splendido viaggio, cominciamo a pensare che forse abbiamo messo troppa carne al fuoco... fin'ora siamo stati fortunati: nessun inconveniente, tempo clemente... ma non è che poi dovremo 'correre' tralasciando mète irrinunciabili? L'Irlanda non solo è vasta, ma anche le strade (ovviamente quelle secondarie, quelle costiere, quelle... belle!) sono abbastanza lente (e sconnesse, qui all'ovest). Operiamo quindi un taglio e dalle Slieve League puntiamo su Ardara, Glenties, Fintown, per raggiungere in linea quasi retta Malin Head.
Tra Ardara e Glenies annotiamo il secondo passo: il Glengesh pass e fotografiamo per catalogarlo nella collezione!
Si sta facendo sera e ci rendiamo conto che in giornata non raggiungeremo certamente Malin Head. Ad ora di cena troviamo, a Buncrana, una dignitosa sistemazione in una economicissima Guesthouse... Buncrana, pur essendo affacciata sullo Lough Swilly, è una cittadina che ha visto tempi migliori e dove il turismo pare essere sconosciuto.
La spiaggia, d'altronde, è dominata da una fabbrica della Fruit of the Loom moderna, di notevoli dimensioni ma... dismessa ed abbandonata, probabilmente travolta negli ultimi anni dalla delocalizzazione in Asia che ha spazzato via l'industria tessile europea... un enorme 'buco nero' che fa riflettere, vista anche la modernità dell'impianto, di un investimento che sicuramente non ha visto concludersi il proprio ammortaaento, e che ha prodotto in Buncrana una enorme serie di negozi e ristoranti chiusi...
Le scogliere di Slieve League (Sliabh Liag) Le scogliere di Slieve League (Sliabh Liag) Le scogliere di Slieve League (Sliabh Liag) Le scogliere di Slieve League (Sliabh Liag) Glengesh Pass ingrandisci
...dopo pochi chilometri da Buncrana vediamo un cartello con indicato un punto panoramico e troviamo un gioiellino 
di paesaggio di cui non sappiamo il nome... Malin Head Malin Head Malin Head Malin Head Resti del castello di Greencastle Londonderry Londonderry Londonderry Londonderry Londonderry Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Sabato 2 luglio. Come d'accordo la signora della Guesthouse ci aspetta per la colazione. Spendiamo solo 50 euro a stanza (colazione, appunto compresa). Non sarà certamente il Grand Hotel, ma la 'Town Clock' si è dimostrata pulita e accogliente. Dopo pochi chilometri vediamo un cartello con indicato un punto panoramico e troviamo un gioiellino di paesaggio di cui non sappiamo il nome... ma oramai siamo a pochissimi chilometri dalla nostra mèta odierna... Malin Head, il punto più a nord d'Irlanda!

Essere giunti qui, a malin Head, con le nostre moto, ci dà una bella emozione. Un piccolo piazzale spazzato dal vento, i resti di una vecchia stazione di controllo e telecomunicazioni che gli Alleati utilizzavano durante la Seconda Guerra mondiale, più giù, vicino agli scogli, nell'ultimo spiazzo verde, con migliaia di sassi bianchi ben si legge la scritta 'EIRE'.
Rimaniamo a guardare l'Oceano, a respirarne il profumo, a contrastarne il vento che oggi non è fortissimo ma che rende molto difficile la vita a qualsiasi pianta più alta di un metro...

Ripartiamo da Malin Head e raggiungiamo Greencastle, ma le foche, che pare 'abitino' anche nei pressi del porticciolo, proprio non si fanno vedere. I ruderi del castello non sono particolarmente interessanti, ma la passeggiata sotto al paese, lungo gli scogli, merita una breve sosta.
Ci dirigiamo verso Londonderry, nell'Irlanda del Nord. Non ci aspettiamo certamente una frontiera delimitata dal filo spinato, ma almeno un cartello di delimitazione, sì.
Invece nulla. Di essere passati 'dalla parte inglese' lo capiamo solo dal Gps e dai cartelli stradali con i limiti in miglia, e dai prezzi della benzina che nei distributori sono espressi in Sterline. Londonderry non è una città grande. Noi entriamo in centro e cerchiamo un parcheggio custodito. Il custode ci dice di parcheggiare le due moto in un unico stallo vicino al suo gabbiotto, in modo da controllarle. Con estrema gentilezza ci fa un sorriso e ci dice: "Free!". Non solo. Mentre leghiamo i caschi ci raggiunge e ci regala una piantina del centro, in modo da poterci orientare... anche la gentilezza degli irlandesi del nord... è simile a quella di tutti gli altri irlandesi ;-)
Scarpiniamo un po' nelle vie del centro, un centro molto raccolto ed ordinato, poi percorriamo le vecchie mura di cinta dalle quali si ha già una bella vista dall'alto dei murales.
Quando decidiamo di ripartire, poi, passiamo tra i murales anche con le moto per alcune foto ricordo. L'impressione è che a Derry la tensione si sia molto ridotta, rispetto agli anni successivi al Bloody Sunday, e questo è un fatto molto positivo.

GpStefano ci porta fuori da Londonderry in un attimo e senza incertezze, e ci dirigiamo naturalmente verso est. Siamo nuovamente fermi per una visita al Tempio di Mussenden ed ai resti del vicino castello. Il tempietto, spoglio, non dice granchè a noi ravennati 'abituati' alla bellezza dei nostri mosaici romanici e bizantini, ma la posizione in cima alla scogliera è molto suggestiva.

E' sabato pomeriggio: a Portstewart e Portrush c'è la 'movida'. Noi evitiamo quindi di cercare qui un alloggio e proseguiamo. Passiamo velocemente dalle scogliere che ospitano i resti del Castello di Dunluce e raggiungiamo quindi il Giant's Causeway che è quasi sera.
Troviamo due stanze allo Smugglers Inn, un hotel posto a poco più di un chilometro dal parcheggio (il Giant's Causeway si visita a piedi).
Visto che i turisti sono numerosissimi, Stefano e Cristina hanno un'idea: cena subito dopo la doccia poi, in 'borghese' (scarpe da ginnastica, felpa... e solo il casco in testa), scendere alla scogliera e visitarla sfruttando le due ultime ore di sole. L'idea è azzeccatissima: la folla non c'è più, ed i 40.000 esagoni sono tutti per noi, illuminati tra l'altro dal sole che, dopo essere stato coperto per ore dalle nuvole, ci regala i suoi ultimi raggi per un tramonto indimenticabile. Siamo soddisfatti. Una serata perfetta, chiusa allo Smugglers Inn da 4 'Irish Coffee' al bar dell'albergo, ascoltando musica dal vivo.

Di prima mattina, a pochi chilometri da Buncrana, vediamo un cartello con indicato un punto panoramico e troviamo un gioiellino di paesaggio di cui non sappiamo il nome... (panoramica by Stefano)

Mussenden Temple La vista dal Mussenden Temple La vista dal Mussenden Temple Giant's Causeway Giant's Causeway Giant's Causeway Giant's Causeway Giant's Causeway Giant's Causeway The Smugglers Inn: consigliatissimo per visitare al tramonto il Giant's Causeway
La antica Distilleria Bushmills La Causeway Road, tabellata, è uno spettacolo continuo!!! La Causeway Road, tabellata, è uno spettacolo continuo!!! Ballintoy Harbour, sulla Causeway Road Ballintoy Harbour, sulla Causeway Road La Causeway Road, tabellata, è uno spettacolo continuo!!! La Causeway Road, tabellata, è uno spettacolo continuo!!! Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Domenica 3 luglio. Lo Smugglers Inn ed il Giant's Causeway sono nel territorio di Bushmills, dove si trova l'omonima distilleria, nota per essere la più antica dell'Irlanda del Nord, e che è ritratta in tutte le Sterline in banconota emesse dalla Banca Centrale dell'Ulster. Purtroppo a quest'ora della domenica mattina il Visitor Center è chiuso, e ci dobbiamo accontentare di una foto agli storici edifici.

Da Bushmills, quindi, cominciamo a seguire la splendida Causeway Road, un percorso tabellato che offre in questa prima parte delle viste mozzafiato su scogliere, antichi castelli diroccati, porticcioli e bianchi paesini protetti dalle scogliere, isolette di ogni forma e dimensione... è difficile fare l'elenco di tutto ciò che è offerto da questa costa!
Raggiungiamo Torr Head, promontorio sul mare raggiunto da una stretta ed impervia stradina. A Ballycastle, punto di partenza per Rathlin Island (ma si va senza moto, e non è assicurato che, di domenica, là si troveranno posti sui pullmini per muoversi sull'isola, quindi rinunciamo), cominciamo a vedere molti, molti motociclanti nordirlandesi. Scopriamo che tra Tor Head e Belfast, la Causeway Road è una sorta di 'Muraglione', con il classico rimpiattino tra smanettoni e Polizia, dotata tra l'altro di giallissime RT.
Ci fermiamo a Cushendun dove troviamo un barettino che è un po' il ritrovo dei motociclanti locali e, tra uno strafalcione multilingue e l'altro (Mark sta studiando l'italiano), ci raccontiamo un po' del nostro viaggio e della comune passione per le due ruote. Chiediamo anche un consiglio di dove fermarci a dormire per essere vicini a Belfast, in modo da poter arrivare poi in città di prima mattina, ma passare la notte in un paesino tranquillo sul mare. Ci consigliano Bangor. La raggiungiamo prima delle sei di sera: c'è ancora il tempo, dopo la doccia, per due passi, qualche acquisto (ma in fretta.... qui i negozi chiudono presto). Per l'Irlanda la temperatura, tra l'altro, è molto alta: ci sono 23°
Il Salty Dog Hotel non è male, e dopo cena ce ne stiamo sul terrazzo dell'albergo sorseggiando Bushmills in attesa di andare a nanna...

Torr Head Torr Head La Causeway Road, tabellata, è uno spettacolo continuo!!! Cushendun, sulla Causeway Road, ritrovo di motociclanti... La Causeway Road, tabellata, è uno spettacolo continuo!!! La Causeway Road, tabellata, è uno spettacolo continuo!!! ...controlli di Polizia nell'area di Belfast, raggiungendo Bangor La Causeway Road, tabellata, è uno spettacolo continuo!!!
Belfast Belfast Belfast Belfast Belfast: i cancelli che chiudono ancora i quartieri... Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Lunedì 4 luglio, annotazione di servizio: il Salty Dog Hotel ha, come personale di servizio, le ragazze più carine di tutto il viaggio :-)
In un quarto d'ora da Bangor raggiungiamo il centro di Belfast. Come abbiamo già sperimentato a Londonderry, cerchiamo il parcheggio custodito più centrale e chiediamo se possiamo lasciare le moto. Anche qui ci chiedono di metterle entrambe in un posto-auto, è sarà gratuito.
Due passi e troviamo già il capolinea dei bus turistici a due piani, con il piano di sopra aperto. Il tempo di un caffè nel chiosco rosso accanto alla fermata, ed il giro turistico parte. Belfast è una città molto bella, con le strade del centro ampie ed ordinate. L'aspetto è veramente quello di una piccola ma dignitosa capitale. Ma quando il pullman esce dal centro e si tuffa nelle periferie, beh: qui c'è la pelle d'oca che ci aspetta. I murales che richiamano la lotta armata, i memorial dedicati ai martiri delle due parti, i reticolati, i muri che, ancora oggi, in alcune zone si chiudono al calar delle tenebre.

Approfittiamo del bus per arrivare al Crown Bar, con la sua corona di mosaico davanti alla porta. Pare che la decisione sul nome da dare al locale sia stata della moglie del fondatore (che ha scelto appunto la corona), ma il marito, antimonarchico, si è 'vendicato' posizionando una corona di mosaico all'ingresso, in modo che tutti la calpestassero. Il pub è splendido, con ancora molti lumi a petrolio! Si beve o si mangia, oltre che al banco, nei 10 separè chiusi con tanto di porta. Quando si ha bisogno del cameriere, c'è il campanello da suonare, e in alto, sul soffitto, si accende il numero del tavolo... I prezzi sono assolutamente competitivi nonostante il valore aggiunto del fascino della storia... spesso c'è un po' da aspettare, ma il personale prende nota del nome e fa una lista di attesa.
Torniamo a piedi alle moto e usciamo da Belfast soddisfatti: è stata un'ottima giornata, accompagnati da un bel sole. Scendiamo a sud fino quasi a Dublino. Ci fermiamo infatti quando comincia a piovere, che sono quasi le sette di sera. Troviamo ospitalità a Balbriggan, in un lussuoso 4 stelle, il Bracken Court che, tra settimana, offre una stanza doppia e colazione compresa a 79 euro... Stefano avrà capito bene? Non è che saranno 79 euro a testa? Lo sapremo solo domattina.
Per ora ci 'godiamo' la cena: chiediamo in giro un consiglio... ci consigliano un ristorante italiano. Peccato. Odiamo passare per i 'soliti' italiani nostalgici. La bistecca non è male, purtroppo non hanno neppure la Guinness e ci accontentiamo di un Montepulciano :-)

Belfast Belfast, il Crown Belfast, il Crown All'arrembaggio!!!!!
Dublino Dublino Dublino Dublino Dublino Dublino Dublino Dublino Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Martedì 5 luglio, dopo una notte di acqua fortissima e vento, ringraziamo di aver potuto ricoverare le moto nel garage al chiuso, e scopriamo che Stefano aveva capito bene: 79 euro a coppia, per camera e l'altrettanto lussuosa colazione, sono un prezzo veramente eccezionale! Se passate da queste parti segnatevi il Bracken Court Hotel, ma controllate che ci sia l'offerta in corso, perchè i prezzi esposti dietro la porta vanno da 150 a 200 euro...
Partiamo con le antipioggia, ma in realtà ci serviranno più che altro a proteggerci dall'acqua sulla strada alzata dagli altri veicoli. Alle 9.30 siamo a Dublino, passando dal tunnel della zona industriale (10 euro prima delle 10 di mattina... 3 euro dopo).
Entriamo in centro e cerchiamo un ufficio informazioni, Scegliamo un hotel in centro con vicino un garage custodito. Lasciamo le moto, prendiamo le camere e ci vestiamo con scarpe da ginnastica e felpa. Siamo pronti per visitare Dublino. Prima a piedi, per le vie del centro, fino alla zona di Temple Bar, poi con il classico autobus a due piani con percorso turistico.
L'autobus però, rispetto a Belfast, permette una visuale minore perchè le sponde sono più alte. Le strade secondarie, poi, sono spesso più strette rispetto a quelle di Belfast, e ciò rende arduo realizzare buone foto. Ne approfittiamo però per scendere alla Birreria Guinness. Paghiamo il biglietto e inizia la visita in questo spazio visitatori, che ripercorre il processo di produzione, proprio al centro di questa enorme distilleria. Spillare la nostra birra direttamente in fabbrica è una grande soddisfazione.
Ne approfittiamo per mangiare qualcosa al Brewery Bar poi saliamo al Gravity, una enorme e moderna bolla di vetro al punto più alto dello stabilimento.
Qui ci viene offerta una pinta (compresa nel biglietto d'ingresso) e una vista a 360 gradi su tutta Dublino. Al Gravity ci saranno 200 persone, che guardano il panorama, ascoltano musica (in sottofondo: gli U2!!!!), bevono Guinness, chiacchierano. Da sola, la visita e la vista al Gravity, meritano le 14 sterline dell'ingresso! Scendiamo allo Store per comprare un po' di souvenirs e poi usciamo ad aspettare l'autobus.
Per tornare al nostro albergo ci mettiamo parecchio tempo: evidentemente il traffico delle 17 assedia anche Dublino.
Acquisti di souvenirs, una rinfrescata in albergo e poi, per cena, in zona Temple Bar, in effetti ormai molto 'turisticizzata' (d'altronde mi sembra che tutta Dublino viva sul turismo... i negozi di souvenirs non si contano... addirittura c'è la catena dei punti vendita specializzati Carrolls che pare onnipresente!!!), allo splendido The Oliver St. John Gogarty, dove troviamo buona musica, buon cibo e prezzi molto convenienti.

Dublino Dublino Dublino Dublino Dublino vista dall'alto, dalla cupola trasparente del Gravity Bar della Distilleria Guinness Dublino Dublino Dublino
Glendalough Glendalough Proviamo ad imbucare le ultime cartoline ad Hollywood, ma ... Comincia a piovere... e in poco tempo sarà il diluvio. E' l'ultima immagine scattata in Irlanda Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Mercoledì 6 luglio Andiamo a recuperare le moto nel garage 'custodito' senza svegliare il 'custode' che se la dorme con la testa all'indietro e a bocca spalancata dietro la vetrata del suo gabbiotto. Quel garage non era proprio il massimo, ma anche questa volta ci è andata bene, e per di più le moto hanno dormito al riparo dagli acquazzoni che questa notte hanno lavato per bene l'aria di Dublino.
Evitiamo il tunnel e ci affidiamo allo Zumo 550 di Stefano (ieri sera, mentre io prendevo appunti a penna per scrivere questo report, lui tracciava una rotta di uscita dalla capitale). Non ci mettiamo molto a ritrovarci in mezzo alla campagna irlandese, e poi addirittura in collina. Abeti, vegetazione fitta e verdissima, strade ben livellate: l'Irlanda a sud di Dublino è completamente diversa da quella che abbiamo conosciuto la settimana scorsa nell'ovest!
Pare quasi montagna, anche se mancano le cime rocciose alle quote alte. Passiamo Roundwood, il villaggio più alto d'Irlanda, e ben presto siamo nell'affascinante Glendalough, amena località dove Frate Kevin voleva fare l'eremita, ma venne (novello Forrest Gump) seguito da tanti discepoli che alla fine costruirono un vero e proprio villaggio...

Mappa Raggiungiamo il villaggio di Hollywood attraversando i Monti Wicklow ed il Wicklow Gap. Abbiamo ancora qualche cartolina da spedire, ma l'ufficio postale di Hollywood è abbandonato e chiuso...
Le nubi, che ci hanno praticamente lasciato in pace per tutti questi giorni (eccetto qualche acquazzone non particolarmente fastidioso all'ovest), sembra vogliano prendersi la rivincita. Il cielo in breve si chiude e comincia a piovere. Poi aumenta anche il vento, mentre la temperatura scende a 11 gradi. A metà pomeriggio, nei pressi di Wexford, l'acqua ci sferza copiosa e quasi in orizzontale, tanto è forte il vento... passiamo Wexford senza neppure pensare di tirare fuori la macchina fotografica, o fare una sosta...
Avevamo pensato di fermarci a Rosslare per imbarcarci l'indomani (per tornare a cena al Culleton's Pub, come appena arrivati in terra d'Irlanda), ma Stefano tira dritto fino al terminale del porto. C'è un aliscafo veloce della Stena Line che sta chiudendo il check. Probabilmente, impietositi da questi quattro sfigati infreddoliti e sgocciolanti, dal terminal telefonano e avvisano la nave che stiamo arrivando. Attraversiamo in velocità il porto fino al traghetto, con gli addetti che ci guidano a gesti in mezzo al vento e all'acqua. A bordo, l'aliscafo parte che stanno ancora legando le moto... e la stiva era già chiusa: per salire devono aprirci gli addetti al carico.
Ma, visto il tempo, la scelta di prendere al volo l'aliscafo per l'Inghilterra è assolutamente condivisibile: ci avvantaggiamo così di mezza giornata
In due ore (scarrocciando e saltando in un mare abbastanza agitato e lottando contro il forte vento), l'aliscafo ci scarica un po' stravolti a Fishguard. Cerchiamo subito un accogliente B&B in paese per una doccia bollente, e poi una ottima cena al Royal Oak, lo storico pub locale consigliatoci dai gestori del B&B.

...l'aliscafo ci aspetta e partiamo! A Fishguard il tempo è migliore Scesi a Fishguard immortaliamo il riposo del nostro aliscafo... Fishguard: il Royal Oak Fishguard
Trasferimento verso Dover Dover Partenza da Dover Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Giovedì 7 luglio. E' inutile negarlo: aver lasciato l'Irlanda così in fretta, scacciati dalla tempesta, ci ha un po' immalinconiti. Però abbiamo negli occhi (e nei tanti GigaByte delle schede SD delle nostre fotocamere), tantissimi ricordi. E' stato un 'giro' stupendo. Indimenticabile.
Ripartiamo da Fishguard, dopo l'ennesima notte passata ad ascoltare di tanto in tanto il rumore della pioggia battente, consapevoli che 'il bello' (motociclisticamente parlando) della nostra vacanza 2011 è già alle porte. Oggi sarà un banale trasferimento per prendere, a Dover, un altro traghetto (sperando di ballare un po' meno).
Piove a sprazzi, a sprazzi la strada bagnata e poco drenante, è illuminata dal sole e non si vede niente. Altri momenti quasi sale la nebbia insieme alla pioggia. Traduzione: mi divertivo di più tra le scogliere irlandesi, in mezzo al nulla!!!
Ci fermiamo a fare benzina (eravamo sbarcati senza fare il pieno) dopo 200 chilometri di strada faticosa... ci riprendiamo un attimo visto che il tempo migliora, e ci spariamo altri 340 chilometri senza fermarci per arrivare direttamente al terminal di Dover.
Ci informiamo sul traghetto che partirà per primo e quindi facciamo il biglietto per attraversare con la P&O (Claudia ed io, pagando 'cash', spendiamo 42 sterline. Stefano e Cristina, con la Carta di credito, 46,5. Quasi il 10% in più... alla faccia della promozione a favore della riduzione dell'uso contante e a favore della moneta elettronica!!! ...o sarà che i Guzzisti, straccioni, hanno diritto ad uno sconto rispetto ai ricchi BMWisti? ... è un campo da indagare, questo...).

Attraversata con il sole. Cristina spende le ultime sterline nella boutique della nave, Claudia ci prova ma alla fine 30 le riportiamo a casa ...sarà un investimento, visto come sta l'Euro in questo periodo? :-)
Alle 18.30 siamo già in suolo francese, e smettiamo di 'girare contromano'.
A sud di Calais sappiamo esserci Cap Blanc-Nez (Claudia ed io ci siamo passati nel 2009). In soli 10 minuti ci arriviamo, evitando di pernottare a Calais.
Nei pressi di Cap Blanc-Nez, nel paesino di Escalles, si sta benissimo, all'Hotel L'Escale: è un Logis de France molto curato, c'è il garage per le moto (ed anche le coperte, per evitare che qualcuna delle tante rondini che svolazzano per il garage le... centrino) la cucina dell'annesso ristorante è ottima, e a 400 metri, dopo cena, ci si può godere il tramonto sull'Oceano tra le scogliere del capo erose dal vento e dal mare.

Partiti da Dover Da Calais a Cap Blanc-Nez Tramonto a Cap Blanc-Nez Tramonto a Cap Blanc-Nez
Mattina a Cap Blanc-Nez Dover vista da Cap Blanc-Nez Mattina a Cap Blanc-Nez Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Venerdì 8 luglio. ARGH! Non sono ancora allineato al nuovo orario e, per la prima volta, mi sveglio di soprassalto che è già quasi ora di colazione.
Colazione nuovamente 'continentale' (quando mangeremo ancora salsicce, bacon, uova e funghi a colazione?), ma ottima. 'Investiamo' poi mezz'ora per mostrare a Cristina e Stefano la bellezza del panorama che si ha dall'alto di Cap Blanc-Nez (una camminata a piedi di cinque minuti, dopo un paio di chilometri molto belli, di strada curvosa da Escalles). Qualche nuvola ci regala un po' di pioggia, ma l'aria tersa ci permette di vedere, al di là della Manica, le bianche scogliere di Dover illuminate da un raggio di sole.
Poi solo la noia... ci infiliamo in autostrada e fino a pomeriggio inoltrato ci fermiamo solo un paio di volte per far banzina e per sgranocchiarci un sandwich in autostrada. Anche oggi, almeno per tutta la mattinata, il vento infila di traverso l'autostrada srotolata senza protezione in mezzo agli sconfinati campi di cereali della campagna francese. Ringraziamo la protezione offerta da GS e Stelvio... con moto miù 'nude' o sensibili al vento, sarebbe stata una bella faticaccia... ma queste sono vere macinachilometri!
In Alsazia decidiamo di fermarci nella bella Ribeauvillè. In questo modo domattina potremo decidere se arrivare a casa in serata senza sforzi, oppure dedicare una giornata all'ottovolante dei Passi svizzeri nei pressi di Andermatt.

A Ribeauvillè, dicevo, sappiamo che ci si trova bene. Il clima è mite, il vino è buono, così come il cibo e l'ospitalità. Tempo di una doccia e siamo a curiosare tra i negozi (molti però dei quali, purtroppo, chiudono presto, alle 18.30). Pasticcerie e panetterie, però, spandono ancora tra le strade del paese dei profumi impossibili da ignorare.
Abbiamo trovato due stanze nell'economico Hotel Les Trois Chateaux (60 euro a camera, colazioni comprese). La struttura è vecchiotta (ne stanno ristrutturando alcune parti), la pulizia è buona, e scopriamo che si mangia molto, ma molto bene... Stefano ed io affrontiamo due Choucroute Alsacienne 'spalate', Claudia e Cristina optano per due specie di tartiflettes molto formaggiose e gustose (20 euro a testa compresi aperitivo, un ottimo vino alsaziano e due Armagnac). Ottimo!

Ribeauvillè Choucroute Alsacienne per due :-) Ribeauvillè Ribeauvillè
Ribeauvillè Il Castello di Ribeauvillè Le altre immagini della giornata sono in terza colonna

Mappa Sabato 9 luglio, la sosta a Ribeauvillè si è rivelata molto rilassante. Subito dopo la colazione lasciamo mezz'ora le moto nel giardino dell'albergo ed andiamo in centro a far scorta di dolci alsaziani... riempendo così gli ultimi spazi liberi dei bauletti... difficile resistere alle proposte dei forni e delle pasticcerie di Ribeauvillè.
Siamo in dubbio se tornare a casa oggi o fermarci in zona Andermatt per un bel giro sull'ottovolante dei Passi svizzeri (Gottardo, Furka, Susten, Nufenen, Grimsel)... ma siamo stracarichi, ormai di ritorno da un viaggetto impegnativo, ed il richiamo di quegli splendidi tornanti non ha la solita forza.
In ogni caso, per raggiungere il Passo del Gottardo, ci troviamo di fronte a quasi 20 chilometri di coda. Molti chilometri di autostrada, quindi, li passiamo lentamente tra le due file di veicoli che si scansano per fare spazio alle nostre valigie di alluminio (un ringraziamento va quindi a centinaia di automobilisti, camperisti, camionisti per la sensibilità dimostrata! Solo tre mezzi chi hanno costretto a fermarci: un pullman targato Napoli, un autoarticolato rumeno ed un camper targato Varese... mah).
Comunque abbandoniamo l'autostrada prima di Goschenen e nel traffico della statale ci muoviamo con maggiore abilità e meno apprensione. Dopo il wurstel in cima al Passo sacrifichiamo alcuni dolcetti alsaziani per far spazio al formaggio svizzero ;-)
Il resto è noia autostradale e tanto caldo al quale non siamo più abituati...
Sul Gottardo ci aspettano le uniche nuvole minacciose e fredde della giornata... Tra le nuvole del Gottardo Al Gottardo
...durante i trasferimenti, il parabrezzino supplementare Touratech...


La Stelviona in viaggio si è comportata ottimamente Considerazioni e ringraziamenti: per viaggi del genere la Stelvio 2011 si è rivelata adattissima, tanto da non farci invidiare più di tanto l'ancor più tecnologico GS Adventure di Stefano & Cristina.
Il nuovo serbatoio della Guzzona garantisce una buona autonomia. Noi facevamo benzina più o meno ogni 350/400 chilometri, così stavamo tranquilli ed avevamo sempre un buon margine di autonomia residua...
L'ergonomia della Stelvio è sempre quella dal 2008: perfetta, quindi non ci si stanca mai. Il comfort poi è stato migliorato dalla nuova sella: superbamente comoda anche dopo ore ed ore di marcia!
Il cupolone dell'NTX protegge molto, ma crea anche qualche vortice rumoroso. Abbiamo risolto molto bene montando, durante i trasferimenti, il parabrezzino supplementare Touratech che avevo comprato quando avevo la Multistrada. Fino a 120 all'ora, con quello, si può viaggiare in pieno relax con il Nolan N-90 con la mentoniera alzata. Oltre quella velocità, comunque, c'è un ottimo silenzio... solo quando piove e c'è poca visibilità, visto che ci si guarda attraverso, vale la pena abbassare il tutto. Comunque arrivati in Irlanda l'ho smontato e riposto sul fondo del baule (porta via pochissimo spazio), per ritirarlo fuori nel trasferimento di ritorno...
Nessun problema con i bagagli. Le Trax di serie sulla NTX ed il 55 litri della MyTech ci hanno consentito di portare a casa anche moltissimi souvenir, bottiglie di Whisky comprese. Ho utilizzato una piccola borsa serbatoio OJ solo per le piccole chincaglierie sempre a portata di mano e per la piantina...
Ottima la guidabilità della Stelvio anche a pienissimo carico.

Inconvenienti: nessuno.
Inconvenienti: nessunoE dire che tutta l'Irlanda del sud e dell'ovest ha delle strade molto, ma molto sconnesse. Stefano e Cristina, contando sulla varie regolazioni dell'ESA saltavano meno di noi, ma la Stelvio ha retto su tutti i fronti... e devo dire che su qualche "salto", la paura di rompere qualcosa (un attacco delle borse, o al limite perdere un po' di pressione dai raggi) l'ho avuta. Direi che la Stelviona è bella resistente ;-)
Consumi. In autostrada (velocità 135 reali di GPS all'ora) la Stelvio consuma solo di poco più dell'Adventure. Ad un rifornimento io ho messo 26 litri, Stefano 25,50 (14,5 km litro circa).
Quando si va piano, per stradelli di pianura, invece, io con la Stelvio faccio fatica a fare più di 16, 16,5 chilometri. Stefano, con l'Adv., ne fa molti di più. Dal 10 al 15% in più. Evidentemente la Stelvio risente meno della velocità... ...consuma sempre uguale :-)
In definitiva, considerando i quasi 6.000 euro di differenza tra la Stelvio e l'Adv. edizione 2011, direi che saltare un po' di più sui dossi e le sconnessioni delle strade secondarie irlandesi... può essere comunque un sacrificio accettabile...

IngrandisciCome abbigliamento abbiamo scelto capi tecnici ma non esasperati: comodi, soprattutto, che permettessero di essere utilizzati anche a piedi, nei momenti nei quali si visitava una cittadina, una scogliera, un'abbazia. Giubbotti in pelle (ma abbastanza freschi... e quindi anche chiari: Dainese Superdune per me, CMJ per Claudia. Pantaloni in cotone ma ben conformati e con protezioni: Spidi Furious sia per me che per Claudia. Consigliatissimi! Proteggeranno meno dei pantaloni in pelle, ma sono comunque molto meno impegnativi e più freschi nelle camminate. E in questi jeans (al contrario di molti altri pantaloni in cotone che abbiamo provato negli anni, le protezioni non si muovono e danno un buon senso di sicurezza. Guanti in pelle in assenza di pioggia e, sotto l'acqua, guantini impermeabili leggerissimi della Tucano Urbano (in modo che anche d'estate ci si possa proteggere dall'acqua senza avere troppo caldo). In caso di bassa temperatura e pioggia, era sufficiente indossare, sotto questi, i sottoguanti Bikers.
Antipioggia Spidi. Claudia ha sfoggiato la novità di quest'anno: la versione giallo-catarifrangente Spidi che dà una certa sicurezza di maggiore visigilità. Peccato che alla Spidi abbiano pensato di NON dotare queste giacche gialle, di neppure una tasca esterna... e le chiavi delle valigie, o la bustina impermeabile con le banconote ed il biglietto dell'autostrada, i designer della Spidi dove li mettono? Alla fine, pur di avere almeno un paio di tasche a disposizione anche nel corso degli acquazzoni, io ho lasciato la mia nuova giacca gialla a casa e sono partito con la vecchia antipioggia nera ;-)
Stivali, ovviamente con membrana in Gore-Tex, i comodissimi ed ormai abituali Alpinestar Web Gore Tex. Come casco l'economico ma di buon livello (e molto confortevole, a nostro avviso) ed italianissimo Nolan N90 e interfoni Cellular Line F3 (abbiamo comprato due coppie di centraline... quando dopo sette ore di funzionamento, le prime due sono scariche, in 30 secondi si montano le altre due. poi, la notte, in albergo, le carichiamo tutte e quattro).

Un ringraziamento speciale a Cristina e Stefano!Un grandissimo ringraziamento a Cristina e Stefano (cavalcapassi). Durante l'inverno sono stati loro a studiare e a concatenare le cose da vedere, nonchè a preparare l'itinerario e a realizzarlo su file per i nostri navigatori. E quindi, anche una volta giunti in Irlanda, a farci da guida. Stefano poi, il più anglofono tra di noi, si è sobbarcato in ogni luogo, il compito di cercare le camere, trattare i prezzi, gli orari, le sistemazioni. Un impegno che visto così sembra poca cosa, ma che, ogni sera dopo aver guidato per ore ed ore, non è poi così leggero. Ragazzi: GRAZIE, anche per le tante ore di allegria passata attorno un tavolo inbandito di salsicce e pancetta per colazione o di fish & chips e Guinnes la sera, o nei momenti in cui ci si fermava a visitare un paese, una città, una scogliera, un rudere, un castello. Quando due settimane passano così in fretta, è segno che si sta bene anche con i propri compagni di viaggio, e non è cosa da poco.
Non posso non ringraziare Moto Europa, la mia "fedele" concessionaria, che in questi anni mi ha permesso di guidare delle Guzzi e delle Ducati sempre a punto e che non mi hanno mai lasciato a piedi durante le mie motovacanze. Ed anche gli amici di Moto Action Imola, che da sempre sono, non solo fornitori di accessori e abbigliamento a prezzi più che competitivi, ma che sono sempre veloci e comprensivi quando si necessita di un intervento in garanzia, di una riparazione, di recuperare in fretta qualcosa che non è in assortimento ma che serve a breve per un viaggio. Potendo contare su una collaborazione così professionale, competente ed appassionata, il mototurismo è sicuramente più piacevole e rilassante ;-)




Il giro d'Irlanda:
ecco una visione d'insieme dei 10 giorni passati in terra d'Irlanda
(da Rosslare a Rosslare, in senso orario).


Valigie di serie, topcase da 55 litri della MyTech, MiniTanky OJ e retine elastiche, sia sulle valigie che sul bauletto... Un viaggio splendido! Un viaggio splendido! Un viaggio splendido! Un viaggio splendido! Un viaggio splendido! Un viaggio splendido! Un viaggio splendido!

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